E della serie "chi non muore si rivede", eccomi di ritorno ragazze!
Sono state le 2 settimane più impegnative ma anche più straordinarie della nostra vita, non saprei come altro descriverle...
Il 18 Dicembre, intorno alle sei di sera, ero in libreria con mia sorella e...puff, mi si sono rotte le acque!
Non ho fatto un gran lago solo perchè a quanto pare avevo rotto solo il sacco posteriore, ma comunque sono iniziati subito i primi dolori per cui ho capito subito che c'eravamo!
Leo stava x nascere!
Marco è tornato dal lavoro, mi sono fatta una doccia, e siamo andati in ospedale perchè via sms la mia dottssa mi dice che con la rottura del sacco è meglio andare subito.
Alla visita in pronto soccorso sono già dilatata 3 cm,e le contrazioni sono ogni 5 min, regolari, quindi mi ricoverano. Sono le 20.30.
Alle 22 mi rivisitano ed essendo di 4 cm decidono di portarmi in sala parto.
Da lí inizia la nostra lunghissima notte: le contrazioni arrivano ogni 3cm, io non riesco a stare nè seduta nè sdraiata, quindi faccio tutto il travaglio in piedi, spingendo con le braccia contro il muro e respirando come ci hanno insegnato al corso preparto; Marco è lí con me, mi sostiene moltissimo, mi dice continuamente che sto andando bene, mi massaggia la schiena, mi passa il bicchiere dell'acqua ( ero disidratata di brutto, le labbra rotte da quanto secche) e guai se non fosse lí con me, è a dir poco fantastico.
Alle 2 di notte sono di 5cm e decidiamo per l'epidurale.
Purtroppo non sarà la passeggiata che speravo: l'anestesista tenta per quasi 10 volte di entrare nel modo giusto nella mia schiena, ma purtroppo trova sempre e solo le ossa, per cui dopo più di 3 quarti d'ora e una marea di punture, si decide di rinunciare e di continuare cosï nonostante i dolori sempre più forti.
Alle 8 del mattino sono ormai dilatata di 7 cm da un paio d'ore e per mia fortuna arriva una nuova anestesista che insiste per riprovare con l'epidurale....e ci riesce al primo colpo!
Quindi per me finalmente un pò di pace, addirittura mi addormento dal sollievo (anche Marco si addormenta stremato su una sedia accanto a me!).
Da qui in poi io non soffrirò più...
Ma purtroppo inizierà a soffrire Leo...
Infatti decidono di farmi l'ossitocina perchè da troppo tempo la dilatazione non prosegue ed è ferma a 7 cm...
Dalle 830 alle 1330 ho la flebo di ossitocina, ma niente, la dilatazione è sempre ferma. il tracciato però comincia a dare problemi: il battito di Leo diminuisce, un paio di volte sparisce...insomma risulta evidente che Leo è in sofferenza....
l'equipe si riunisce ai piedi del mio lettino e decide per un cesareo d'urgenza. Dopo 17 ore di travaglio naturale...
Alla parola cesareo Marco sbianca.
Io penso solo al battito che era andato via pochi minuti prima:
Voglio mio figlio fuori sano e salvo, il come non mi importa! Sbrigatevi!
In pochi minuti sono "apparecchiata" per la sala: calze anti trombosi, cuffietta verde in testa, flebo, anestesia spinale, e via, sul lettino con le rotelle, direzione corridoio.
Riesco a mala pena a salutare mio marito con gli occhi, perchè lo mandano via subito, e io senza di lui per la prima volta dopo ore inizio ad avere un pò paura...
In sala operatoria è tutto veloce e irreale: mi alzano un telo davanti al viso, in 2 dietro la mia testa mi dicono cosa sta succedendo, altre persone si muovono intorno a me, e poi ad un certo punto un'ostetrica mi spiega che sentirò tirare molto forte dal mio stomaco, di non muovermi, e di respirare forte forte finchè non passa: è in quel momento che spingono e tirano fuori il mio piccolo tesoro. Il mio tesoro si era incanalato di faccia invece che di testa, e storto: non sarebbe MAI stato in grado di nascere da solo naturalmente...
Sono le 13.55 del 19 dicembre, e il mio Leo pesa 3,100kg.
Sento dire: "Eccolo! Che capellone!" ... Ma non lo sento piangere, e chiedo subito come mai, agitata.
La solita ostetrica mi tranquillizza, mi dice che è già stato portato nell'altra stanza per essere visitato, ed è in quel momento che dalla stanza alla mia sinistra lo sento piangere...
Me lo portano un secondo, me lo mettono vicino al viso, io non posso toccarlo perchè ho le braccia legate aperte ai lati del mio corpo, ma gli dò un bacio che gli prende tutto il faccino rosso rosso e accigliato...
Non riesco né a commuovermi nè ad emozionarmi, è tutto cosí frenetico, cosí confuso...
Iniziano a sistemarmi e a richiudermi, e mi sembra ci stiano mettendo una vita, perchè vorrei si sbrigassero, vorrei finissero in fretta per raggiungere i miei uomini: il pensiero di mio marito con il suo piccolo, non poter vedere la sua reazione, le sue emozioni, è l'unica cosa che veramente mi dispiace.
Alla fine quando è tutto a posto e tutto finito, vengo portata in una saletta appartata ed è lí che qualche minuto dopo arriva Marco, con il camice verde, un sorriso gigante, che spinge una carrozzina trasparente con dentro il nostro Leo!
Marco è raggiante, ed emozionato.
Mi bacia e mi mette subito Leo sul petto: io ho la flebo con l'antidolorifico e mi si piega tutta quando mi porto Leo al petto, ma non mi importa, voglio che mi annusi, voglio che mi conosca, voglio attaccarlo subito al seno.
Restiamo cosí a lungo, noi 3, almeno 2 ore, e la stanchezza sembra sparita, c'è solo il nostro piccolo, lo studiamo con attenzione, è incredibile come sia la mia fotocopia, con la mia bocca, il mio naso...
Ci facciamo una foto con il cellulare, tutta storta e tutta mossa, ma siamo NOI, io gonfissima, Marco con due occhiaie paurose, e Leo sfinito ma stupendo.
Siamo una famiglia, finalmente.
Abbiamo tra le braccia l'esserino speciale che si dimenava nella mia pancia, ed è perfetto, è un ometto in miniatura, è la cosa più bella che io abbia mai visto. È un momento incredibilmente forte, io e Marco non facciamo che baciarci e sorridere, e guardare Leo come se fosse un miraggio.
Siamo davvero FELICI.
Il post operatorio non è stato semplice, ma io ho voluto tenere Leo in camera con me fin da subito, ha dormito su di me fin dalla prima notte, come un piccolo koalino, e attaccandolo subito anche solo per fargli sentire il mio seno ho avuto la montata lattea già in seconda giornata.
Il lunedí ci hanno mandati a casa, visto che io mi muovevo bene nonostante i punti e visto che la sua calata è stata proprio minima.
Natale e tutte le feste le abbiamo trascorse a casa con tutta la famiglia, ed è stato ancora più bello di quanto potessimo sperare!
La ferita mi dà molto fastidio ancora oggi dopo due settimane, ma tutto passa in secondo piano guardando il nostro angioletto crescere, acquistare sicurezza, guardarci con gli occhioni bellissimi che ha, cercare il mio seno...
Siamo letteralmente pazzi di lui e non ci sembra vero di aver avuto una vita in cui lui non era con noi!
La mia fortuna è che Marco ha avuto 2 settimane di ferie per Natale, quindi abbiamo affrontato i nuovi ritmi, i nuovo orari, le nottate in bianco insieme, in due.
Mi mancherà moltissimo non averlo in casa con noi quando tornerà al lavoro, ma per fortuna la sera tornerà sempre presto e i sabati e le domeniche saranno tutti nostri, ora che anche la mia libreria è quasi chiusa...
Grazie a tutte x i vostri messaggi, le mail, i commenti su fb, i post qui, di congratulazioni e auguri per l'arrivo di Leo. Il suo viaggio per raggiungerci è stato lungo e tortuoso, ma il nostro piccolo alla fine ce l'ha fatta e ora è finalmente tra le nostre braccia.
Quindi NON MOLLATE MAI, ragazze!
Seguite il vostro istinto e il vostro Desiderio più bello e vedrete che come noi ce la farete!